Innovazione tecnologica

 

L’innovazione a servizio dei cittadini come volano per una buona occupazione

Roma è il primo polo italiano per l’industria aerospaziale ed il secondo polo per l’industria delle telecomunicazioni. Tante le manifestazioni che animano il settore sono racchiuse in eventi, consolidati, ma alle quali l’Amministrazione deve dare seguito. Maker Faire Europe è la più importante fera europea di robotica e intelligenza artifciale. Cyber Tech Europe è la conferenza che riunisce migliaia di rappresentanti di multinazionali, piccole e medie imprese, Startup per promuovere tecnologie all’avanguardia. Sono due esempi delle tante iniziative che si svolgono a Roma per incentivare le nuove forme di produzione.

Ad oggi le start up hanno una media di vita di un anno, poche arrivano al biennio: il dovere dell’Amministrazione rispondere alla rete sempre più fitta di incubatori presenti nel territorio. Il comune può affiancare e sostenere le opportunità e gli investimenti per sviluppare le nuove aziende, facendo rete con chi nella città offre spazi e investimenti economici: Luiss EnLabs, Pi Campus, 24 Start up Studios, 6 scuole d’Impresa, 12 Fab Lab, 5 centri di Technology Transfer, 50 Smart Working Center tra cui 3 Talent Garden.

Investire nell’innovazione consente di rilanciare la Capitale in uno scenario internazionale, offrire lavoro ai giovani, migliorare i servizi per i cittadini.

Occorre un patto tra Amministrazione, politica, scienza e impresa che metta in atto lo sviluppo sociale e urbano. È la miglior promessa di futuro che Roma può darsi, e per questo non si deve perdere l’opportunità che offre il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Offrire formazione e retribuzione ai giovani che entrano nel mondo del lavoro. Attrarre i giovani allo sviluppo della città occorre alla città, occorre alle imprese, occorre adesso per costruire uno scenario qualitativo e quantitativo per una rivoluzione sociale.

Ci impegniamo a promuovere e sostenere progetti per l’occupazione 4.0, anche per le fasce giovanili che non possono accedere ad un’istruzione specialistica.

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